targa florio

10^ TARGA FLORIO

23 novembre 1919

1

PEUGEOT L 25 (#21) - ANDRE' BOILLOT GIRO VELOCE/FAST LAP

KM. 432,000

CIRCUITO MADONIE in 7h. 51' 01" media 55,028 kmh. 4 giri - part. 21 classificati 8

2

ITALA 35 HP (#5) - ANTONIO MORIONDO

3

DIATTO 4DC (#18) - DOMENICO GAMBONI

4

FIAT GP 1917 (#14)  - GIULIO .MASETTI

5

NAZZARO GP (#6) - GIOVANNI NEGRO

6

AQUILA ITALIANA 12/15 (#12)  - CARLO MASETTI

7

CMN (#20)  - UGO SIVOCCI

8

NAZZARO GP (#2)  - GIUSEPPE BALDONI
ftmCMN (#22) - ENZO FERRARI
ritFIAT 51 (#16) - LUIGI LOPEZ
ritBALLOT 5L (#7) - RENE' THOMAS                     
ritLANCIA (#1) - CARLO FERRARIO                 
ritERIC - CAMPBELL COVENTRY SIMPLEX (#23) - JACK SCALES
ritALFA ROMEO 40/60 (#10) - NINO FRANCHINI
ritITALA 35 (# 4) - GUIDO LANDI              
ritALFA ROMEO 40/60 (#3) - GIUSEPPE CAMPARI
ritPEUGEOT L25 (#19) - REMY REVILLE         
ritDIATTO 4DC(#17) - GIACINTO GHIA    
ritGALLANZI (#15) - ALFREDO GALLANZI                     
ritFIAT S 57/14 (#13) - ANTONIO ASCARI                  
ritALFA ROMEO 40/60  (#8) - ANTONIO FRACASSI
np(24) Cecil Snipe Eric - Campbell Coventry Simplex
np(9) Giorgio Zamiratti Fiat 51
np(11) Bozzi Fiat 51


  

Prima Targa Florio del dopoguerra sul nuovo circuito di 108 km. Vittoria tutta francese Andrè Boillot sulla Peugeot L 25 chiamata la "Belle Hèlène"che taglierà il traguardo, causa incidente , a marcia indietro per poi, sotto minaccia di squalifica, ripetere l'arrivo nella maniera "tradizionale".

Before Targa Florio of the post-war period on the new circuit of 108 km. Victory all French Andrè Boillot on the Peugeot L 25 called the "Belle Hèlène " he will cut the finish, incidental cause, to march back for then, under threat of disqualification, repeat the arrival in the manner "traditional."

Antonio MORIONDO all'arrivo, le condizioni di corsa in quel tempo sono riassunte da questa foto, polvere, pioggia e fango facevano assomigliare i concorrenti a dei "clown".

ENZO FERRARI alla sua prima Targa Florio su CMC

Dal Numero Unico della 73 Targa Florio:

Il ritorno della Targa Florio, sia pure in edizione rally, al suo ambiente naturale di Floriopoli non può non richiamare alla mente la prima edizione della corsa che abbia preso il via appunto dal "villaggio" allestito da don Vincenzo Florio in quel sito nella zona di Cerda.
Gli impianti, costruiti in modo permanente, si sarebbero incendiati qualche anno dopo, per essere ricostruiti poi sullo scheletro iniziale, ovviamente abbelliti e rammodernati.
Era la Targa della rinascita dopo la prima guerra mondiale, programmata per il 23 novembre 1919, decima edizione della corsa che questa volta si sarebbe disputata su quello che fu definito il «medio circuito» delle Madonie. partendo da Cerda per farvi ritorno dopo avere toccato Caltavuturo, Polizzi, Collesano, Campofelice. Previsti quattro giri per complessivi di 432 chilometri.
Una Targa finita quasi in barzelletta e poi vedremo perché. Innanzitutto va detto che partirono in venti equipaggi, ma ne arrivarono al traguardo in tempo massimo appena cinque; primo Andrè Boillot su Peugeot in 7 ore 51 '01 "8 alla media di kmh. 55,026; secondo Antonio Moriondo su Itala in 8,21'46"; terzo Domenico Gamboni su Diatto in 8,33'28"4; quarto Giulio Masetti su Fiat in 8,34'19"; quinto ed ultimo Giovanni Negro su Nazzaro in 8, 52'51". Di Boillot il giro più veloce, il primo, in 1,54"26"4 alla media oraria di km. 56,626.
Fra i partenti, accanto ai veterani Boillot e Thomas, alcuni illustri sconosciuti come un certo Enzo Ferrari, Antonio Ascari oppure gli allora anonimi Campari e Masetti. Una corsa micidiale per le condizioni atmosferiche proibitive: peraltro c'era chi — come Enzo Ferrari — lungo il viaggio di trasferimento se l'era vista brutta: in Abruzzo, era incappato in una tormenta di neve, dovendo duellare anche con un branco di lupi affamati.
E non mancarono gli incidenti, il più drammatico dei quali mise subito k.o. Ascari senior finito con la sua Fiat in un burrone, incastrato però fra i rollami della vettura senza che alcuno di accorgesse di lui. Fu soltanto a fine corsa che gli organizzatori, in un giro di perlustrazione, lo notarono in fondo alla scarpata e poterono soccorrerlo.
Boillot fece il pieno delle disavventure, finendo sei o sette volte fuori strada. Al primo passaggio dinanzi alle tribune si distrasse ed andò a cozzare contro una palizzata, potendo comunque ripartire senza danni eccessivi. Poi, ritiratosi Thomas, suo grande rivale. Boillot poté proseguire di conserva ma, a pochi metri dal traguardo, tirato improvvisamente il freno a mano, provocò un patatrac. La sua vettura fece alcune piroette finché non andò ad incastrarsi nella palizzata della tribuna tanto da provocare un fuggì ruggì generale.
Poi furono in molti a tornare sui loro passi, per aiutare Boillot ad estrarre la vettura dai legni che l'avevano ricoperta, tentando anche di spingerla a mano fino al traguardo visto che s'era resa inservibile. Ma i commissari, ligi al regolamento, sconsigliarono il pilota di accettare aiuto dagli estranei: solamente il suo meccanico avrebbe potuto accompagnarlo nella «manovra di spinta».
A quel punto Boillot, che era rimasto con l'auto girata nel senso opposto di marcia, scoprì che comunque il motore avrebbe potuto funzionare; dunque, salito a bordo, tentò di procedere a marcia indietro, per tagliare comunque il traguardo. Di nuovo i commissari lo ammonirono: «La gara .si completa a marcia avanti!», sentenziarono.
Fu a quel punto che mister Ernest Ballot, il costruttore della vettura che era stata pilotata e portata fuori strada da Thomas, si avvicinò a Boillot cavallerescamente, suggerendogli di portarsi qualche centinaio di metri più indietro dove c'era uno spiazzo utile per invertire la marcia. Così fu che il dominatore della corsa poté ripercorrere due volte il vialone d'arrivo che porta a Floriopoli, per vincere la sua Targa del '19. Moriondo, secondo dopo circa mezz'ora ma primo fra gli italiani, sarebbe stato poi protagonista d'un'altra scenetta succosa: caricato di peso dagli spettatori festanti al suo arrivo, si liberò furiosamente dalla presa e scappò su per la collina, imboscandosi. Tornò dopo cinque minuti, rasserenato in viso. Non aveva vinto la Targa, aveva anche rischiato di perdere la corsa con la... pipì o qualcos'altro.