LORENZO BANDINI

Lorenzo Bandini, vincitore insieme a Scarfiotti della 24 Ore di Le Mans 1963, nacque a Barce in Libia nel 1935. Qui soggiornò fino al 1941, quando con la famiglia ritornò in Italia per stabilirsi a Reggiolo {Reggio Emilia}. A sedici anni si trasferì a Milano dove trovò lavoro presso l'officina di Goliardo Freddi, grazie al quale imparo i trucchi del mestiere ed entrò nel mondo delle corse. Nel 1956, non ancora ventenne, si iscrisse alla sua prima gara automobilistica: la Castell' Arquato-Vernasca. Alla guida di una Fiat 1100 TV si classifico 15" assoluto. Coi primi guadagni, acquistò una Fiat 8V di 2000 cm³ con la quale ottenne vari piazzamenti. A questa vettura seguirono poi una Volpini di formula junior e una Fiat Stanguellini, con la quale vinse a Monza le Coppe Madunina e Crivellari. A questo punto il suo sogno divenne la F1. Gli venne incontro la Scuderia Centro-Sud, che gli affidò prima una Cooper - Maserati e poi una BRM. Gara dopo gara Bandini dimostrò le sue grandi doti di pilota, ma dovette aspettare fino al 1962 per coronare il suo sogno,' guidare una Ferrari F1. In quell'anno Enzo Ferrari gli mise a disposizione una monoposto can la quale si classifico 3" a Montecarlo. Nella stessa stagione, sempre con le vetture di Maranello, vinse i GP di Enna e del Mediterraneo e arrivo 2° assoluto alla Targa Florio (con una 2000 sport) in coppia can Giancarlo Baghetti. Nel 1963, sempre con la Ferrari, vinse con Scarfiotti la 24 Ore di Le Mans e la classe 2000 alla Targa Florio. Nel 1964 ottenne la prima vittoria in una prova valida per il Mondiale di F 1: il GP d'Austria a Zeltweg, sempre su Ferrari. Anche nel 1965 Bandini difese i colori della Ferrari in F1 e nelle gare di durata. Con la P2 trionfò, con Vaccarella, alla Targa Florio e con la Dino Ferrari, sempre in coppia col pilota siciliano, si classificò 4° alla 1000 km nel Nürburgring. Con la F1 si piazzò 2° a Monaco. Risultati di tutto rispetto collezionò anche nella stagione successiva, alternandosi alla guida di Ferrari F1 e Sport. Le vittorie nella 24 Ore di Daytona e nella 1000 km di Monza del 1967, sempre con la Ferrari, gli diedero una grande carica morale e, soprattutto, lo convinsero delle sue grandi qualità di pilota, in perfette condizioni fisiche si schierò al via del GP di Monaco deciso a vincerlo. Il destino volle invece che proprio questa fosse la sua ultima corsa: all'S]" giro la sua Ferrari numero IS, in quel momento in 2" posizione, entrò nella chicane posta sul lungomare, urtò le balle di paglia, si capovolse e prese subito fuoco. in seguito alle gravissime ustioni riportate, Bandini morì tre giorni dopo, il 10 maggio 1967.


1962. Lorenzo Bandini, qui insieme a Giancarlo Baghetti nella 46^ Targa Florio conclusasi con il secondo posto nell'assoluto...

... eccolo in azione.

49^ TARGA FLORIO
9 maggio 1965
FERRARI 275 P2 3,3 (#198) - NINO VACCARELLA GIRO VELOCE / LORENZO BANDINI 
 

49^ TARGA FLORIO
9 maggio 1965
 

49^ TARGA FLORIO
9 maggio 1965
 

49^ TARGA FLORIO
9 maggio 1965
 

Cimitero di Lambrate (Milano).

Bandini, l'italiano più amato.

Il 10 maggio 1967 moriva Bandini, uno dei piloti italiani più amati in assoluto dalla gente, come testimoniarono gli imponenti funerali svoltisi a Milano. Riuscito a coronare il sogno di correre per la Ferrari, Lorenzo brillò subito nel mondiale marche, svettando però solo una volta in F.1.
Il '67 doveva essere il suo anno, quello buono per il titolo iridato, ma all'81° giro del GP di Montecarlo la fortuna gli voltò nuovamente le spalle. In modo definitivo. Esattamente il 10 maggio, quando Lorenzo Bandini cessò di vivere nel nosocomio di Montecarlo, dov'era ricoverato dallo schianto avvenuto tre giorni prima alla chicane del porto di Montecarlo.
Aveva 31 anni. La sua carriera era stata una scalata lenta, meticolosa, faticosa, con i vari gradini saliti con enormi sacrifici, fino alla vetta della F.1, fino all'Olimpo della Ferrari, fino alla gloria della prima vittoria iridata. E, passo dopo passo, era giunta l'ora di puntare al titolo iridato, se non fosse stato per una curva del destino, una maledetta chicane: innaturale, artificiosa come tutte le chicane, e mortale per Bandini.
Fino a quel momento, al contrario delle tante soddisfazioni ricevute dalle gare Sport, in F.1, la sorte gli era stata favorevole solo in una occasione, nel Gran Premio d'Austria del '64, anche se erano stati tanti gli episodi che lo avevano visto protagonista.
Il più clamoroso, che inquadra anche l'uomo Bandini, è forse quello riguardante il Gran Premio del Messico del '64, in occasione dell'ultimo appuntamento iridato, dove il pilota italiano aveva determinato la conquista del titolo del suo capitano John Surtees, in lizza con Graham Hill e Jim Clark, tamponando l'inglese e, dopo il ritiro dello scozzese, facendosi superare dal suo capitano, che aveva così conquistato l'iride.
Un'iride cui Lorenzo crede fermamente nel '67. A Montecarlo, è determinato a vincere. Può farcela. Al via, scatta subito in testa non accorgendosi che alle sue spalle Brabham inonda la pista di olio per la rottura del motore: lo vedono tutti tranne lui, che è appunto davanti, e che su quell'olio finirà nel giro successivo perdendo la leadership.
Bandini riprende con più rabbia e compie sorpassi su sorpassi. È 2° quando mancano 19 giri alla fine: esce dal tunnel, imbocca la chicane, ma invece di uscirne, sbatte violentemente contro una balla di paglia: la macchina si capovolge, prende fuoco, imprigionando il pilota in una gabbia rovente.
La monoposto del ferrarista verrà trovata in 5° marcia quando invece avrebbe dovuto essere in 3°: la tesi più accreditata sarà quindi quella della stanchezza del milanese, che aveva dato il massimo e forse anche di più. La reazione di sua moglie Margherita fu di un dolore composto, forse per rispettare la volontà di Lorenzo, che tante volte aveva ammonito: «In caso di incidenti, non fate drammi».