TAZIO NUVOLARI

Nato a Casteldario (Mantova) il 16.11.1892, morto a Mantova l’11.8.1953. Figlio di un agricoltore mantovano, inizia a correre con le motociclette in età avanzata ed è solo dal 1923 che gareggia con assiduità. Nel 1927 e 1928 arrivano le prime vittorie in auto, su una Bugatti della sua scuderia. Passato all’Alfa Romeo nel 1930, vince la Mille Miglia battendo Varzi. Da allora, le vittorie arrivano a grappoli, compresa quella alla 24 Ore di Le Mans del 1933. La successiva supremazia delle auto tedesche non gli impedisce di cogliere una vittoria giudicata impossibile nel Gran Premio di Germania del 1935. Dopo anni difficili e alcuni altri successi, è ingaggiato dall’Auto Union nel 1938. La sua grande classe lo porta a vincere ancora a Monza, Donington e nel 1939 a Belgrado. Torna a correre nel dopoguerra, pur minato nella salute da una malattia polmonare. Sfiora la clamorosa vittoria nella Mille Miglia del 1948, a 56 anni, che solo un inopinato ritiro gli toglie. È giustamente ricordato come uno dei piloti più grandi di sempre.


 

 

 

 

 
GRANDE "NIVOLA".

Enzo Ferrari, Ferdinand Porsche e Lucio Dalla, tutti a modo loro, hanno definito Tazio Nuvolari il più grande pilota di tutti i tempi. Il costruttore tedesco in particolare lo elesse: "il più grande del passato, del presente, del futuro". Enzo Ferrari elogiò la tecnica del mantovano affermando: "È ancora insuperabile; entrava nelle curve schiacciando il gas a tavoletta, puntando il muso verso il margine interno: la macchina faceva un gran balzo e si ritrovava allineata sulla strada". È impossibile dire se oggi quest'abilità servirebbe con le Formula governate dall'aerodinamica. Ma "Nivola" è stato grandissimo nello scatenare emozioni. Lucio Dalla lo ha immortalato cantando l'ebbrezza della competizione che "Nìvola" stesso provava e comunicava alle folle, trascinandole. Sulle coppe della sua carriera ci sono nomi da leggenda: Monza, Nürburgring, Le Mans, Vanderbilt. Nel 1935 stabilì il record di velocità sulla Firenze - Livorno: 324 km/h, e bisogna tenere conto delle macchine, delle gomme e delle strade di allora. Ha guidato grandi auto: Ferrari, Bugatti, Maserati, Alfa Romeo e Auto Union, ma pure di secondo piano: Chiribiri, Bianchi, Cisitalia. Non è mai partito battuto, ma ha lottato fino all'ultimo. Nel 1924 con una Bianchi in crisi di gomme arrivò sui cerchi. Nel 1935 con una vecchia Alfa, strappò alle Mercedes e Auto Union una vittoria nel G.P. di Germania che infastidì Hitler quanto il nero Owens alle Olimpiadi. Nel 1946 a Torino corse senza il volante, che si era staccato dalla sua Cisitalia D 46. Infine con una piccola Abarth 204 disputò l'ultima gara, la Palermo - Monte Pellegrino. Era il 10 aprile !950."Nìvola" aveva 58 anni ed i polmoni minati dai gas di scarico. Arrivò quinto assoluto e primo di classe. Morì tre anni dopo, l'11 agosto 1953 nella sua Mantova.