BERLIET

Nel 1894 Marius BERLIET, meccanico autodidatta, costruì la sua prima piccola automobile monocilindrica in un garage di Lione, sua città natale. Nel 1900 BERLIET mise in commercio anche modelli a 2 cilindri, e disegno, in collaborazione con il suo progettista Pierre Desgouttes, una 4 cilindri di 12 CV. Quest'ultimo modello, i cui disegni furono acquistati anche dall'inglese SUNBEAM, fu ben accolto, tanto che ne furono costruiti circa 100 esemplari. Nel 1901, dopo aver rilevato il grande complesso industriale Audibert & Lavirotte, BERLIET amplio la produzione dei modelli a 2 e a 4 cilindri. L'anno successivo lanciò un modello concettualmente innovativo ispirato alle eleganti linee della Mercedes; il radiatore fu a nido d'ape e il telaio, invece che in legno come in tutti i modelli precedenti, fu in acciaio. Nel 1906 BERLIET cedette la licenza di fabbricazione del modello, per il territorio USA, alla American Locomotive Company, che lo produsse sotto il nome Alco. L'accordo, durato sino al 1908, fruttò a BERLIET la somma di 500000 dollari e il progetto di una locomotiva. Nel 1907 BERLIET divenne il settimo fabbricante francese in ordine di grandezza, con una produzione annuale di oltre 1000 veicoli. Prima della Grande Guerra, la vasta gamma dei modelli BERLIET comprendeva un veicolo a propulsione mista (motore elettrico e a benzina), nonché automobili da 8 sino a 60 CV. La produzione era però principalmente concentrata su 3 modelli: un 2412 cm³ e un 4398 cm³ a 4 cilindri e un 9500 cm³ a 6 cilindri. Tra il 1910 e il 1912 venne prodotta una vettura di 1539 cm³ da 12 CV. Dal 1912 i modelli con i grossi motori a 6 cilindri furono disponibili solo a richiesta. BERLIET continuò a produrre automobili sino al 1917, anche se, durante la guerra, diede sviluppo soprattutto al settore autocarri per l'esercito francese. Dopo la guerra, riprese la produzione di automobili con motori da 12 CV (2613 cm³), da 15CV (3308 cm³) e da 22 CV (4398 cm³), e di altri modelli più piccoli. Il rilievo che, durante la guerra, l'azienda aveva dato ai veicoli da trasporto aveva però finito con il congelare lo sviluppo tecnologico e stilistico delle automobili. Le BERLIET, con i loro motori a valvole laterali (tipiche del periodo prebellico) e con carrozzerie poco aggiornate, non potevano esser certo considerate entusiasmanti. Nel 1924 BERLIET presentò allora una gamma di modelli equipaggiati con un nuovo propulsore a valvole in testa, che fu, ancora per lungo tempo, affiancato dal modello a valvole laterali. Il 7 CV a valvole in testa (1159 cm³) non riuscì però a ridare popolarità alle BERLIET. Anche se l'incremento delle vendite degli autocarri ridusse l'interesse di BERLIET per il settore automobili, nel 1927 furono lanciati due nuovi 6 cilindri da 1800 e da 4000 cm³. Nel 1933, rimanevano a listino solo due modelli di automobili con motori a 4 cilindri da 1600 e da 2000 cm³, disponibili nelle versioni a valvole laterali e in testa. L'ultima BERLIET, lanciata nel 1936, fu il modello Dauphine, una aerodinamica 2 litri con sospensioni anteriori indipendenti che, nell'ultimo periodo di produzione, utilizzò la filante carrozzeria della Peugeot 402. Nel 1939, per decisione politica della società BERLIET, il settore auto venne chiuso e tutte le risorse furono convogliate nel settore autocarri. La BERLIET, che ancora oggi rappresenta uno dei maggiori fabbricanti francesi di autocarri, fu rilevata dalla Citroen nel 1967. 


2^ TARGA FLORIO
21 aprile 1907
BERLIET - VICTOR RIGAL
 

2^ TARGA FLORIO
21 aprile 1907
BERLIET - JEAN PORPORATO
 

JEAN  PORPORATO su BERLIET alla Targa del 1908